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22 marzo 2016

Gruppi di discussione per genitori

Progetto dei Servizi per L’infanzia del Comune di Bergamo ha presentato al Convegno Nazionale Asili Nido  La professionalità degli educatori a sostegno della genitorialità : formazione permanente LA CONDUZIONE DEI GRUPPI DI DISCUSSIONE PER GENITORI

Possiamo considerare i Servizi per l’infanzia come un prezioso osservatorio dei bisogni dell’infanzia e delle fatiche affrontate dalle famiglie che vivono dinamiche relazionali sempre più complesse.

Nidi e spazi gioco sono luoghi in cui si può trovare ascolto e supporto, sono servizi vissuti dai genitori come ambienti famigliari, dove si coltivano delle competenze non solo educative, ma anche relazionali.

Agli operatori di prima infanzia non viene richiesto di fare mediazione famigliare, ma piuttosto di far comprendere agli adulti di riferimento (genitori e nonni) i bisogni e i comportamenti dei bambini/e e di condividere con loro, anche attraverso colloqui o gruppi di discussione, quali strategie educative possibili .

Gli incontri formativi per il personale coinvolto nel progetto iniziato nel 2008, avvengono al Centro Famiglia del Comune di Bergamo, mentre i gruppi con i genitori vengono proposti dentro la rete dei servizi comunali, negli spazi per le famiglie o nei nidi d’infanzia, collocati nei vari quartieri della città.

 

Gli obiettivi del progetto:

  • Formare personale educativo in grado di condurre i gruppi di discussione su tematiche educative, per i genitori con bambini/e nella fascia d’età 0-6 anni Arricchire gli sviluppi professionali in progress da competenze nel lavoro con i bambini a nuove competenze nel lavoro con gli adulti, attraverso nuovi sguardi e nuove riflessioni.

  • Estendere e condividere il progetto e le modalità di lavoro, con un gruppo più ristretto “pilota/sperimentale”, ad un’ équipe di lavoro più estesa di operatori dei servizi per l’infanzia .

La modalità proposta di conduzione di gruppi di 12/15 persone, durante le tre serate a tema, ha l’obiettivo di dare ai genitori una possibile chiave di lettura, uno strumento per avere loro stessi un modo di intervento e di soluzione alle situazioni quotidiane nella gestione di bambini/e.

Il progetto si è costruito e consolidato nel corso degli ultimi 5 anni : dopo una prima fase iniziale di studio e sperimentazione, che ha coinvolto un gruppo più ristretto composto da coordinatori dei Servizi per l’infanzia e dagli educatori degli spazi gioco, successivamente la partecipazione è stata estesa ad un numero più ampio di educatori di nido, al fine di allargare la ricaduta formativa sull’operatività dei servizi che si confrontano ogni giorno con le famiglie.

Questo tipo di formazione, che richiede un investimento a lungo termine, si concretizza non solo grazie ad acquisizioni teoriche, ma soprattutto attraverso una forte una focalizzazione sul lavoro di confronto tra colleghi/e che condividono l’esperienza, che si sentono di appartenere ad un gruppo coeso e motivato al cambiamento di pensiero sul possibile sostegno del difficile compito genitoriale.

Le diverse annualità del progetto hanno avuto come filo conduttore la proposta di “Gruppi di discussione per i genitori”, su argomenti che sono stati rilevati come di interesse e bisogno per le famiglie di bambini della fascia di età 0-6 :

  • Limiti e regole; Le emozioni dei bambin/ei;

  • Essere padre e marito;

  • Educazione sessuale;

  • Essere nonni;

  • Fate e streghe, ecc….

 

I protocolli trascritti, durante i gruppi di confronto tra genitori, sono diventati materiale prezioso ed elemento di riflessione per gli educatori nei momenti formativi con la psicoterapeuta Marta Mauri (con una lunga esperienza anche nei servizi per genitori e bambini, in quanto ha collaborato all’avvio dei Centri per le Famiglie del Comune di Milano ) .

La conduzione del gruppo, richiede una precisa metodologia: agli incontri sono presenti da 2 educatrici (conduttore e spalla) con una formazione specifica, ogni argomento viene affrontato in due/tre incontri e partendo da esempi concreti, portati dagli stessi genitori, si evitano inutili teorizzazioni o giudizi e si facilita l’abitudine all’ascolto e al rispetto delle opinioni altrui. L’acquisizione di strumenti e strategie di conduzione dei gruppi è stata finalizzata a rendere gli operatori sempre più autonomi e capaci nella gestione degli stessi. Mentre la riflessione sistematica, sostenuta da una consulenza specialistica, ha arricchito il bagaglio personale degli operatori coinvolti modificando la loro modalità di ascolto dei genitori, imparando a resistere alla tentazione di “ dare ricette” o risposte immediate alle questioni e istanze portate dai genitori per restituire loro il proprio ruolo genitoriale in un’ottica di maggior presa in carico e responsabilizzazione del loro compito.

 

Verifica: Una prima verifica riguarda l’aspetto formativo del personale: vengono analizzate ed esplicitate le esperienze e i vissuti dei gruppi di discussione per esercitarsi alla consapevolezza delle proprie emozioni e dei propri sentimenti e di conseguenza all’ascolto e alla rielaborazione degli stessi . Una seconda fase di verifica si riferisce ai dati quantitativi ( numero di famiglie partecipanti ) e rilevati attraverso un questionario somministrato ai genitori sul gradimento dei temi e delle modalità di conduzione proposti .

Un esempio di tema trattato:

“ Fate e streghe: le emozioni delle mamme” L’avvio è avvenuto in questo modo: nel primo incontro vi chiederemo di parlarci delle emozioni che provate come mamme e di descrivere i comportamenti dei bambini che le scatenano. Vi chiediamo la descrizione dei comportamenti con un linguaggio semplice e chiaro portando degli esempi in modo che tutti possiamo capire nella seconda serata cercheremo di dare una restituzione attraverso una lettura dei comportamenti descritti nel primo incontro, cercando di dare un significato a quanto è emerso. Infine, nella terza serata, cercheremo di riflettere sulle strategie adottate o da adottare ipotizzando degli interventi. Introduzione al tema: Quando parliamo della fata parliamo della mamma buona e della strega quando pensiamo alla mamma cattiva, che urla … che perde la pazienza….

Obiettivo di questo incontro è permetterci di raccontare episodi in cui i nostri bambini ci hanno fatto sentire streghe, ci hanno fatto arrabbiare, chiediamo la descrizione del comportamento dei bambini, con esempi di cosa è successo, e di come ci siamo sentite dopo. Come tutte le cose umane anche questo progetto è ovviamente perfettibile, ma crediamo che abbia raggiunto un importante obiettivo, la consapevolezza che oggi non si può fare gli educatori d’infanzia senza farsi carico delle difficoltà e delle incertezze delle famiglie aiutando i genitori, a riflettere e comprendere il significato dei comportamenti dei loro bambini.