Edublog

02 marzo 2018

Non uscire che fa freddo!

Giocare all’aperto è rischiare di ammalarsi?
La vita del cristallo, l’architettura del fiocco di neve, il fuoco del gelo, l’anima del raggio di sole. La frizzante aria invernale è piena di queste cose.(John Burroughs)
Sono le richieste e i dubbi  dei genitori che frequentano  i nostri servizi che ci hanno spinto  ad affrontare questo argomento… la paura del freddo! 
Un timore che porta come conseguenza la limitazione del movimento dei nostri bambini/e che si trovano spesso a vivere in spazi ridotti e in ambienti non sempre idonei al movimento. 
Come educatori/trici abbiamo il dovere di favorire la motricità per il suo effetto benefico sullo sviluppo psicologico del bambino/a; quindi i giardini dei nidi e delle scuole non possono essere considerati un’appendice agli spazi interni da usare solo con il caldo e il bel tempo, ma sono un importante spazio dove i bambini/e possono muoversi in libertà, sperimentarsi, esplorando gli elementi naturali che i giardini offrono nelle diverse stagioni.
In  Svezia e in  Danimarca  gli adulti sostengono che non esiste un freddo eccessivo, ma esistono degli abiti adeguati alle diverse temperature. Nei paesi del nord giocare all’aperto e al freddo è considerato normale anche con temperature  ben al di sotto delle nostre, eppure non esiste una mortalità legata al congelamento dei bambini/e … tanto meno in Italia!
Il gioco all’ aperto  offre la possibilità ai bambini/e di misurarsi anche con dei piccoli rischi che fanno parte delle sane esperienze che aiutano a crescere e a diventare più autonomi. Correre, saltare, rotolare, ma anche stupirsi, annusare, assaggiare sono giochi  che si possono fare in modo più arricchente soprattutto se si è in compagnia di altri/e  coetanei/e e all’aria aperta.
Con una breve intervista al  Garante dell’Infanzia del Comune di Bergamo Dott. Venturelli (pediatra)  portiamo un parere autorevole rispetto a quanto accennato sopra.
Stare fuori, anche se fa freddo, fa bene alla salute dei più piccoli/e ?
Stare fuori fa bene perché crea occasioni di distrazione, rilassamento, ritmo dei pasti più regolare; in più l’inquinamento in casa è maggiore di quello esterno, a patto di non andare a passeggiare lungo vie trafficate, rimanere fermi prossimità di semafori, con il bambino nel passeggino all’altezza dei tubi di scarico degli autoveicoli.
Ma è il freddo che fa ammalare? 
Non è il freddo che fa ammalare, ma i microbi che si ritrovano sicuramente di più in ambienti chiusi, affollati, basta coprire il piccolo e uscire è un toccasana.
Il gioco all'aria aperta in inverno, è da evitare o da assecondare ?
Pure il gioco all’aperto non ha controindicazioni, sempre con dovuti accorgimenti e la cautela di non stare ore e ore fuori. 
Quando davvero è sconsigliato portare  fuori i bambini/e? 
Il limite delle uscite è spesso soggettivo: direi che giornate particolarmente ventose o fredde con abbassamento improvviso e netto della temperatura, pioggia temporalesca sono le controindicazioni, sempre collegate al buon senso.
Quali strategie e attenzioni possiamo usare per proteggerli ?
Usare vestiti di cotone, specie sotto, col sistema a cipolla, in modo che si possa sempre togliere o aggiungere un capo di abbigliamento in base al caldo o al freddo .
Cosa rispondere alla mamme che chiedono spesso di non portare i bambini/e nel giardini dei nidi in inverno? 
Che i bimbi e le bimbe non si ammalano di più per questo, anzi, la stimolazione dell’uscire, di far reagire l’organismo funziona in senso opposto, cioè stimola maggiormente le difese immunitarie.
Abbiamo visto citta e conosciuto esperienze europee che vivono o fanno vivere ai bambini gran parte della giornata all’aperto, perché da noi è cosi difficile far passare questo luogo comune che i bambini se escono si ammalano? Nei suoi anni di esperienza ha visto questa cosa complicarsi maggiormente o è una cosa che è sempre stata così? 
C’è sempre stata in Italia la paura del freddo, rispetto ai genitori di paesi del nord europa, per esempio l’andare nell’acqua troppo fredda al mare è un altro luogo comune, o, ancora, non far fare il bagno – si parla di bambini che sguazzano nell’acqua bassa al mare- subito dopo mangiato, cosa che ancora preoccupa gran parte di genitori e nonni. 
La nostra città d’inverno risponde ai bisogni dei più piccoli/e ? 
Gli spazi verdi a Bergamo sono superiori ad altre città, per cui considero positiva la situazione; questo non impedisce però di stimolare maggiormente la viabilità pedonale, con percorsi possibilmente alternativi al traffico veicolare, che permettano il raggiungimento dei parchi o di spazi senza traffico.
Soprattutto d’inverno portiamo i bambini in macchina anche per pochi chilometri, spesso nel passeggino immobilizzati da giacche e cappucci pesantissimi anche se loro vorrebbero camminare, nota che a livello motorio ci siano più difficoltà rispetto al passato?
Sul trasporto in auto anche per brevi tratti di strada c’è stato un ulteriore passo indietro, cioè una volta si facevano più tratti a piedi. Oggi ci sarebbero comunque capi di abbigliamento che tengono caldo senza dover  “imbottire” i bambini. Non noto invece delle difficoltà di motricità macroscopiche o particolari nell’apprendimento motorio. Noto invece una minor capacità del genitore di utilizzare il gioco libero e la creatività nei giochi, delegando spesso a tablet e telefonini, impropriamente lasciati in mano anche a bambini molto piccoli, l’azione di intrattenimento: in questo campo poi i bimbi potrebbero sviluppare più coordinazione manuale ma avere meno spirito di movimento e di esplorazione.

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