18 June 2026
Bergamo presenta i suoi Patti Digitali 0-6
Una nota esortazione recita: "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". E così ha fatto un gruppo di genitori di Bergamo, aderendo a un progetto di educazione digitale che è partito a novembre 2025 con un obiettivo ambizioso: costruire i Patti Digitali del Comune di Bergamo per la fascia 0-6. Si tratta di un'iniziativa promossa dai Servizi per l’Infanzia e la Genitorialità del Comune di Bergamo in collaborazione con l’Associazione MEC (Media Educazione Comunità) - e patrocinata dal Rotary Club Bergamo - che si affianca ad altri percorsi analoghi diffusi in varie zone d'Italia nel tentativo di offrire una risposta "dal basso" a una problematica che le famiglie, i servizi e la società stessa cominciano a percepire come non più differibile.

Il rapporto con il digitale, nostro e dei nostri figli, ha assunto infatti i caratteri di una questione tanto urgente quanto determinante sotto tutti i punti di vista, in grado di condizionare il benessere psicofisico di ognuno di noi attraverso le ricadute che un utilizzo acritico degli schermi può avere su corpo, mente e relazioni sociali. Ciò è tanto più vero - e numerose ricerche scientifiche sono ormai lì a testimoniarlo - nel momento in cui ad avere in mano gli schermi sono i nostri bambini e ragazzi, esseri ancora in formazione e pertanto inevitabilmente più sensibili agli effetti di un'iper-esposizione al digitale.
In particolare, nella fascia 0-6 anni la presenza del digitale si scontra con l'importanza di un apprendimento che passi attraverso l'esplorazione dell'ambiente e la conoscenza di sé e degli altri a partire dai cinque sensi, che si nutra della co-costruzione di significati e dell'acquisizione delle competenze sociali nella quotidianità degli scambi relazionali, prima in famiglia e poi nel gruppo dei pari.
Ecco allora che un gruppo di genitori frequentanti i servizi educativi del nostro Comune ha colto al volo l'occasione che è stata loro offerta di riunirsi per dare voce a pensieri, preoccupazioni ed esperienze vissute nell’intento di trasformarle in qualcosa di costruttivo per una fascia d'età erroneamente considerata, da parte di alcuni, ancora immune dai rischi correlati ai device; il risultato è un manifesto di consapevolezza digitale "teorico" che nel contempo offre utili suggerimenti pratici a tutti i genitori che sentono il bisogno di confrontarsi con il tema.
La presentazione ufficiale di questo percorso, durato alcuni incontri e sostenuto con convinzione dall'Assessora Marzia Marchesi, dalla Responsabile dei Servizi per l’Infanzia e la Genitorialità Livia Cosmai, dal Garante per l'Infanzia Milly Denti, dalla pediatra Dr.ssa Zanolini (rappresentante di AFT) e dal Rotary Club nella figura della Dr.ssa Silvia Mangili, è avvenuto il 10 giugno scorso presso l'Auditorium S. Alessandro, dove due rappresentanti dei genitori hanno illustrato il loro decalogo di buone prassi: dieci slogan espressi in rima che invitano i futuri firmatari del patto a ridefinire il rapporto dei propri figli e figlie col digitale sulla base di quanto emerso durante il percorso di confronto e dalle indicazioni fornite dall'OMS in materia.
A rendere l'incontro ancora più speciale è stata la presenza di Alberto Pellai, medico esperto di sanità pubblica nonché psicoterapeuta, ricercatore e autore di numerosi libri, a cui il pubblico presente ha potuto rivolgere domande per approfondire ulteriormente la questione del digitale, sia nello specifico della fascia 0-6 sia in senso più ampio; ne sono scaturite riflessioni interessanti che mettono in correlazione la salute pubblica con le scelte educative dei cittadini e la loro partecipazione attiva nella vita della comunità.
I Patti Digitali 0-6 del nostro Comune, che, proprio per il loro essere stati costruiti in rima, a detta di Pellai faranno parlare di sé come del “primo Patto creativo della nazione", muovono dall'assunto che è indispensabile riconoscere che gli schermi generano dipendenza (Pellai li definisce “calamite per il cervello”) e nel loro imporsi quotidiano rischiano di impedire un corretto sviluppo fisico, cognitivo e psico-relazionale; gli adulti che accompagnano i loro bambini e bambine alla scoperta del digitale devono sapere che per gestire questo approccio al meglio ci sono tempi e modi, e che tutto passa attraverso il loro ruolo educativo.
Così, nei dieci punti il genitore appare come guida salda che presenzia, accompagna, accoglie, limita, propone alternative, riflette e si informa, divenendo a sua volta volano di conoscenze e comportamenti.
È in questo senso che i Patti hanno un'importantissima valenza sociale all’interno della comunità: pensati da un piccolo gruppo di genitori divengono risorsa anche per molti altri; sottoscriverli significa contribuire ad innescare un circolo virtuoso destinato ad avviare nuove condivisioni generative di altri Patti.
Se qualche genitore volesse visionare il Patto può informarsi CLICCANDO QUI, e più in generale qui Cos’è un Patto digitale | Patti Digitali; se poi volesse anche firmarlo può farlo qui: Bergamo | Patti Digitali.
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