15 June 2026
Custodi Digitali: Formazione ed Educazione Familiare ai media
Qual è la corretta gestione degli schermi nella prima infanzia? Per questo, agli educatori dei Servizi per l’infanzia del Comune di Bergamo è stato proposto, a partire dello scorso anno educativo, il percorso formativo “Custodi digitali base” e, a partire da quest’anno educativo, la sua prosecuzione “Custodi digitali avanzato”. Questi percorsi rappresentano un’opportunità di educazione digitale familiare che mira a favorire il benessere del bambino rispetto all’utilizzo degli schermi fin dai primi anni di vita. Il progetto è nato nel 2020 con la collaborazione ed il coinvolgimento attivo dei pediatri di famiglia della Provincia di Pordenone e, basandosi sulle fasi di sviluppo evolutivo del bambino, offre materiali, ricerche e buone pratiche per la gestione consapevole dei media in ambito familiare; lo scopo è quello di favorire il benessere psicologico del bambino dal punto di vista cognitivo, emotivo e relazionale nella fascia 0/14 anni rispetto alla presenza e all’utilizzo degli schermi. Il progetto è coordinato dall’Associazione Media Educazione Comunità (MEC) secondo una logica di lavoro di comunità, che prevede il coinvolgimento di tutti gli attori educativi del territorio quali servizi per l’infanzia, scuole, ambiti socio assistenziali, Associazioni, Enti locali e Regionali. Ad oggi il progetto è esteso su tutto il territorio nazionale con la collaborazione di SICUPP (Società italiana delle cure primarie pediatriche), Università degli Studi di Milano/Bicocca, MEC (Media educazione comunità) e Patti digitali. Le premesse al progetto si basano sull’evidenza scientifica che i device fanno parte della vita dei bambini e su di essi hanno effetti fisici, cognitivi e relazionali; scopo di Custodi digitali è informare e offrire pratiche alternative con un lavoro sistematico, ovvero costante nel tempo, sistemico e di comunità coinvolgendo dunque i pediatri e più attori sociali. L’argomento, come ogni argomento in ambito educativo, è assai vasto e le sue connessioni ampie e ramificate. Inoltre è un tema che ne interseca molti altri significativi dal punto vista educativo, come la gestione delle emozioni e delle frustrazioni, lo sviluppo sensoriale del bambino e la gestione delle regole. La competenza digitale non è innata nei bambini ed è da costruire con l’adulto, fermo restando che al di sotto dei 3 anni si consiglia la non esposizione dei bambini agli schermi. Dopo tale età il digitale può avere delle potenzialità ma non deve mai sostituire l’esperienza concreta, tutt’al più accompagnarla e arricchirla. Per esempio, l’utilizzo del microscopio digitale può permettere di vedere dei dettagli e dei particolari impossibili da vedere a occhio nudo quindi può valorizzare l’esperienza esplorativa vissuta in natura. Oppure, durante un’esperienza all’aria aperta, si possono registrare i suoni della natura per poi risentirli nell’ambiente interno per accompagnare delle letture animate. In questo modo il bambino si rende protagonista attivo sia dell’esperienza sia delle scelte, giocando un ruolo attivo nella definizione dei fini che in quel momento ha l’utilizzo del digitale. Sono stati proposti incontri a tema per potersi confrontare con chi si prende cura dei bambini e anche in altri momenti non dedicati in modo specifico all’argomento (per esempio gli incontri individuali con gli educatori o il “Caffè delle mamme e dei papà”) si è cercato di stimolare una riflessione condivisa. Nella quotidianità ci sono state delle scelte attente: i bambini sono ora fotografati con delle macchine fotografiche e non più con i telefoni. Nello stesso modo in cui nei momenti di cura si chiede ai bambini la possibilità di poter fare, lo stesso viene applicato nel momento in cui li si fotografa chiedendo il loro consenso. Nello spazio accoglienza dei servizi le fotografie hanno preso il posto della cornice digitale lasciando così la possibilità di osservarle con attenzione; sempre in questo spazio è stato dedicato un angolo di suggerimento di proposte concrete alternative al digitale. Infine, durante le feste organizzate nei servizi, sono state invitate le famiglie a vivere il momento senza filtri. Al termine di questo percorso formativo, assumono particolare importanza i Patti digitali, un documento steso con la collaborazione delle famiglie; creando un linguaggio e un pensiero comune tra istituzioni e genitori è possibile individuare un’azione efficace che coinvolga tutti i soggetti che si relazionano con i bambini e se ne prendono cura.
E come accompagnare un’educazione digitale familiare fin dalla nascita?
Le domande sono molte e da esse nascono sempre nuovi interrogativi perché l’evoluzione tecnologica è sempre più veloce; di conseguenza, diventa sempre più importante poter stare al passo con tale progresso attraverso delle azioni concrete a fianco delle famiglie. I device, infatti, fanno parte della nostra quotidianità e i bambini non possiedono la competenza innata per poterli utilizzare; diventa quindi indispensabile che gli adulti al loro fianco li aiutino a sviluppare tali competenze con comportamenti consapevoli e responsabili.
I pediatri di famiglia hanno distribuito a tutti i genitori che hanno incontrato in studio per i bilanci di salute schede informative realizzate per le famiglie; esse contengono indicazioni su come utilizzare gli schermi nelle diverse fasce di età per favorire il benessere digitale dei bambini.
Questo percorso formativo ha permesso, dunque, agli educatori di approfondire diversi temi, considerandone le varie sfumature, grazie al fatto che essi sono stati affrontati da diversi esperti del settore (docenti universitari, ricercatori, pedagogisti) e ha fornito loro la possibilità di conoscere altre realtà educative, mettendosi in interconnessione e offrendo l’occasione di un confronto costruttivo. Tutto ciò è fondamentale per sviluppare un pensiero critico rispetto all’utilizzo consapevole del digitale e per permettere agli educatori di fare circolare informazioni all’interno dei servizi; contemporaneamente gli operatori possono mettere tali informazioni a disposizioni delle famiglie e co-costruire insieme a loro dei percorsi di scelte comuni e consapevoli. L’alleanza educativa è infatti indispensabile, attraverso essa nascono delle domande da tutti gli attori che stimolano delle risposte riflessive e condivise. Anche nei Servizi per l’infanzia la tematica è stata ampiamente discussa tra il personale coinvolgendo le famiglie; in ognuno di essi sono state messe in campo diverse azioni volte all’uso consapevole del digitale riducendone così la presenza.