01 May 2026
Recensione del libro “L’acchiappasguardi” di Marina Núñez e Avi Ofer
In un mondo ricco di schermi e immagini che scorrono veloci, il libro Acchiappasguardi di Marina Núñez e Ofer Avi ci invita pertanto a rallentare e a riscoprire il valore della presenza. Questo non significa demonizzare il digitale, ma riflettere sulla possibilità di trovare un equilibrio. Secondo le indicazioni pedagogiche e gli studi sullo sviluppo infantile, l’uso del digitale è sconsigliato nei bambini sotto i tre anni: in questa fascia di età, le esperienze più importanti sono quelle concrete e relazionali. Per esempio, piuttosto che fotografare indiscriminatamente tutto ciò che si vede, durante una passeggiata in un bosco si può decidere insieme ciò che vale davvero la pena di fotografare (un fiore particolare, un piccolo insetto, una nuvola…) per poi stamparla come ricordo concreto di una bella giornata o come mezzo per raccontare e/o inventare storie condivise, conservando nel tempo l’emozione del momento vissuto insieme. Oppure si può trascorrere un pomeriggio ad osservare attraverso un microscopio digitale alcuni particolari della natura altrimenti invisibili agli occhi: con intenzionalità lo sguardo si concentra su elementi sconosciuti e nascosti, dando vita ad una discussione… adulti e bambini che mettono in circolo pensieri, opinioni edemozioni che nella relazione co-costruiscono una scelta condivisa. È importante quindi alternare momenti di utilizzo consapevole degli schermi a momenti in cui lo sguardo torna a essere libero di vagare, di annoiarsi (fondamentale per la creatività!) e di incontrarsi, proprio come hanno fatto Vera e la nonna. Tutto questo implica educare alla presenza, usando il digitale con misura ed intenzionalità, senza che il bambino perda lo sguardo dell’adulto che è per lui attenzione, relazione, riconoscimento… --
Quanto è potente uno sguardo?
Spesso è il primo approccio significativo di comunicazione tra due persone, prima del linguaggio, prima di ogni gesto; la maggior parte delle volte accompagna la comunicazione per arricchirla.
Nel linguaggio comune facciamo spesso riferimento a questo concetto: “è bastato uno sguardo”... uno “sguardo d’intesa”... espressioni che danno l’idea di stati d’animo e vissuti.
Che dire poi di chi ha “uno sguardo sognante”? È il riflesso di aspettative, sogni, ideali, uno sguardo quasi magico.
E se invece questo sguardo venisse negato? Se fosse calamitato in continuazione da un oggetto come potrebbero cambiare le relazioni tra le persone?
Questo è ciò che accade a Vera, protagonista del libro Acchiappasguardi di Marina Núñez e Avi Ofer, una bambina determinata ad acchiappare lo sguardo degli adulti, spesso troppo impegnati con gli schermi per accorgersi di ciò che accade intorno a loro. Camminando per la città, infatti, Vera incontra molte persone, ma si accorge che nessuno la guarda davvero: colleziona sguardi persi nel vuoto e distratti,
che non sanno più dove posarsi.
Lo stesso succede anche a casa: urla, prova ad attirare l’attenzione di mamma e papà, ma entrambi sono assorti nei loro dispositivi, anche quando cerca di sabotare il loro cellulare infilandolo in lavatrice.
Cosa fare? Vera ha un’idea.
Decide di chiedere aiuto alla nonna, l’unica che la guarda davvero e “ha sempre occhi per lei”, la ascolta e non ha mai fretta.
Insieme inventano un gioco da proporre agli adulti al parco: quello di guardarsi negli occhi il più a lungo possibile.
E il gioco funziona!
Vera è felice di ritrovare finalmente le persone occhi dentro occhi, scoprendo quanto sia bello e importante fermarsi, guardarsi davvero e condividere un momento semplice ma prezioso insieme.
Dai tre anni in su, invece, l’adulto può accompagnare il bambino a un utilizzo graduale e consapevole degli strumenti digitali, ma senza sostituire il tempo dello stare insieme, del guardarsi e del condividere esperienze reali.
Se provassimo a chiedere ai bambini “Secondo te quali scoperte possiamo fare senza telefono?”
E ancora… “Se invece lo usiamo insieme, cosa possiamo fare di interessante?” probabilmente le loro risposte ci stupirebbero.
Bibliografia: 1) Grollo Marco (a cura di), 2023, Crescere con gli schermi digitali. Guida essenziale per genitori connessi, Media educazione comunità, Rotary Club Bergamo, in collaborazione con Comune di Bergamo. 2) Núñez Marina e Ofi Avi, 2020, Acchiappasgaurdi, Kalndraka.
Crediti immagine: Tutte le immagini utilizzate in questo articolo sono illustrazioni di Avi Ofer.
EDUBLOG racconta scelte, esperienze, proposte pedagogiche, dedicate alle famiglie con bambini e bambine da 0 a 11 anni, dei Servizi Educativi del Comune di Bergamo.