01 October 2026
Ri-partiamo dall’incontro. Recensione del libro Abbracciami di Eoin McLaughin e Polly Dunbar
Eccoci qui, all’inizio di un nuovo anno educativo, un tempo fatto di ri-partenze e nuovi inizi.
Ci sono bambini che tornano in un luogo conosciuto, altri che invece attraversano un nuovo percorso con un ambientamento, un trasferimento o semplicemente un passaggio di sezione, tutti momenti emotivamente intensi.
In passato abbiamo pensato alla ri-partenza come un viaggio, un percorso da affrontare con la propria valigia, fatta di emozioni, curiosità e nuove scoperte.
Oggi vogliamo riprendere questo concetto, pensando alla ri-partenza come quel viaggio che offre nuove possibilità di contatto.
D’altronde, che sia un ritorno o un nuovo inizio, ogni ripresa è prima di tutto un incontro.Basti pensare all’arrivo in azienda di nuovi colleghi o al trasloco in un altro quartiere, in cui dobbiamo interagire per la prima volta, ad esempio, con i vicini di casa.
Ma come possiamo aprirci all’altro e conoscerlo davvero?
È proprio questo l’aspetto su cui riccio e tartaruga, i protagonisti dell’albo illustrato “Abbracciami” di Eoin McLaughlin e Polly Dunbar, ci invitano a riflettere.
Riccio e tartaruga non si conoscono ancora, ma hanno un desiderio in comune: ricevere e donare un abbraccio. Eppure, nel loro cammino scoprono che non sempre l’altro desidera ricevere lo stesso contatto.
Riccio con i suoi aculei appuntiti e tartaruga con il suo guscio durissimo, infatti, ci invitano a riflettere non più solo su “quello che porto con me” durante un nuovo viaggio, ma sul “come posso incontrare te, che sei diverso da me?”
È una domanda che riguarda tutti, adulti e bambini.
Entrare in contatto, infatti, non significa necessariamente toccarsi.
Vuol dire piuttosto osservare ciò che l’altro comunica attraverso gesti, parole, sguardi. Significa attendere per riconoscere quando desidera vicinanza e quando, invece, necessita di maggiore distanza per sentirsi sicuro.
In questa storia, infatti, l’abbraccio acquista valore solo quando nasce dal desiderio reale e reciproco di incontrarsi da parte di riccio e tartaruga.
Del resto un abbraccio non è solo un gesto…
È il momento in cui, attraversando lo spazio personale dell’altro, viene abitato un luogo condiviso con la propria corporeità. Per questo non può essere imposto.
È necessario ascolto, rispetto e fiducia reciproca.
Nella vita di ogni giorno, aprirsi all’altro non è sempre immediato. Ci sono momenti in cui abbiamo bisogno di tempo per avvicinarci e sentirci pronti anche ad una semplice stretta di mano.
E al nido cosa succede?
La dinamica è la stessa: c’è chi torna in sezione con entusiasmo, cercando subito il contatto con l’educatrice e chi invece si ferma sulla soglia ad osservare.
Rispettare questo confine significa imparare ad avvicinarsi con cura e accogliere ciascun bambino senza pretendere che tutti abbiano le stesse reazioni o gli stessi bisogni: per alcuni bambini un abbraccio potrebbe essere rassicurante; per altri potrebbe bastare uno sguardo d’intesa o semplicemente la presenza discreta di un adulto che sa attendere.
Riccio e tartaruga, durante il loro cammino, esprimono il desiderio di abbracciare gli altri, ma accettano e rispettano chi non è pronto ad accogliere questa vicinanza. Allora continuano il loro viaggio, finché trovandosi l’uno accanto all’altra, non trovano un modo per incontrarsi, superando differenze e paure.
In un’epoca che rischia continuamente di creare barriere è importante riconoscere il valore della differenza. L’altro, diverso da me, non è un potenziale nemico, piuttosto custode di una sensibilità, di una conoscenza che può essere diversa dalla mia, ma arricchente e altrettanto significativa.
E forse è proprio questo il senso più profondo di ogni ri-partenza: non solo tornare in un luogo o iniziare ad abitarlo per la prima volta, ma dare vita a relazioni in cui potersi sentire accolto e riconosciuto nella propria unicità, nel rispetto dei propri tempi e del proprio spazio personale.
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Bibliografia:
McLaughlin Eoin e Dunbar Polly, 2020, Abbracciami, HarperCollins Italia.
Comune di Bergamo, Bambini e Genitori – EduBlog, 2025, Ripartenze
Comune di Bergamo, Bambini e Genitori – EduBlog, 2024, Nella valigia di Clotilde Perrin
Crediti immagine:
Tutte le immagini utilizzate in questo articolo sono illustrazioni di Polly Dunbar.