Edublog

30 October 2014

Bravo? Sì ma con misura..

Bravo? Sì grazie ma con misura…Cari genitori, quante volte ci complimentiamo e diciamo “BRAVO!” ai nostri bambini?

E’ sicuramente  una parola che usiamo spesso, ma in che modo? Dà soddisfazione oppure talvolta è solo una risposta automatica,  vuota e superficiale? Riflettiamoci insieme…

Lodare il proprio bambino e complimentarsi con lui è sicuramente sano e importante per la sua crescita! Incoraggiare un comportamento positivo con un bel “bravo!”, sentirsi giustamente una mamma e un papà fieri del proprio figlio che acquisisce una nuova competenza ed elogiarlo… sono mattoncini fondamentali per la costruzione della sua autostima. E’ importante che si senta stimato, che venga sostenuto ad avere fiducia in se stesso e nelle sue capacità attraverso questi rinforzi positivi!

Allora in questi casi piovono gli elogi, quelli davvero utili e positivi, densi di sorrisi, orgoglio, stupore, attenzione e considerazione nei confronti del bambino!Ma spesso il “bravo!” assume anche un altro significato nella nostra quotidianità: diventa una risposta automatica, a volte detta senza pensarci, superficiale. Allora in questo caso la lode perde quel valore speciale, non è più gratificante né per i genitori né per il bambino.

Diventa una risposta vuota e banale, che chiude la comunicazione…“Mamma hai visto che bella ferrovia che ho costruito?”    “Bravo!”E tutto si ferma qui. Quante volte succede? Pensiamoci un attimo…

E’ proprio il caso di dire sempre “bravo” o per il bambino sarebbe più gratificante vedere un sincero interesse, una domanda o un commento del genitore rispetto a quello che fa?“Mamma hai visto che bella ferrovia che ho costruito?”“Sì tesoro, ma quella è una galleria? Come ti è venuta questa bella idea?” oppure “Caspita che lavoro! Ti sei impegnato tanto a costruirla, è stato divertente?”

Un piccolo esempio per dire che solo la lode isolata e ripetuta si svuota di significato e i figli lo percepiscono: anche se il tempo è spesso limitato o si è concentrati su altro, basta davvero poco per rispondere ad una richiesta di attenzione del bambino creando un breve dialogo che non banalizzi l’apprezzamento, ma che gli comunichi che quello che ci sta mostrando ci interessa, che ci piace conoscere le sue idee e le sue emozioni.

Le lodi quindi andrebbero sempre contestualizzate, spiegate: per valorizzarle al meglio è preferibile evitare di elargirle in modo vago o generalizzato.C’è il rischio che il “troppo” crei solo confusione e faccia perdere al bambino il senso della realtà. Confermargli sempre che è bravo qualsiasi cosa faccia può restituirgli un’immagine poco realistica delle proprie competenze: meglio non mentire se una cosa non è fatta bene, ma spronarlo a continuare per migliorare le sue abilità, lodandone invece la tenacia o i punti di forza effettivi.

Infine teniamo presente un ultimo aspetto: l’uso della parola “bravo” esprime in modo forte un giudizio sul bambino. Troppi elogi sono controproducenti perché potrebbero indurlo a sentirsi insicuro se non li riceve continuamente oppure talvolta a pensare: “perché la mamma non mi dice bravo? Sono cattivo?” oppure “Se non sono capace di fare questa cosa non sono un bravo bambino?”.Come evitare questo rischio? Come evitare che il bambino si senta amato solo se elogiato? Possiamo cercare di esprimere un giudizio sul comportamento anziché sul bambino.

Per esempio, di fronte a un suo disegno dirgli “molto bravo” esprime una valutazione sul bambino stesso, mentre commentare con “hai colorato molto bene” oppure “l’hai colorato di fretta, non ti va di rifinirlo meglio?” esprime una valutazione sull’azione (in questo caso sul disegno) ma non sul suo io! Così potrà sentirsi bravo e amato anche quando qualcosa non gli riesce bene e superare più facilmente la frustrazione di un insuccesso.

Cari mamme e papà, questo contributo non vuole scoraggiarvi dall’elogiare i vostri bambini, che hanno bisogno di sentirsi sostenuti e approvati da voi! Abbiamo voluto condividerlo con voi per soffermarci a pensare insieme alle varie sfaccettature che un semplice “bravo!”può avere.