Edublog

03 February 2016

Perchè fa bene giocare ai travestimenti?

Tra i giochi simbolici, quello del travestimento è uno dei giochi che più interessano ed attraggono i bambini e le bambine, dai 3 anni circa in poi, e, allo stesso tempo, una delle attività più formative rispetto alla sperimentazione e alla rielaborazione della realtà che vivono.

Con il gioco del travestimento, i bambini entrano letteralmente nei panni di qualcun altro, reale o immaginario che sia, e ne imitano i gesti, le azioni, i comportamenti, le parole.

Il piacere di questo gioco sta proprio in questo: nel poter uscire, momentaneamente e consapevolmente, da sé stessi ed impersonare un altro, diventare un altro.

 

Decentrandosi, sperimentano e cercano di comprendere, un punto di vista diverso dal loro, sviluppano un certo grado di empatia nei confronti di colui o colei di cui vestono i panni, il più delle volte appartenente al mondo adulto. A questo, si aggiunge il piacere del far credere anche agli altri, e non solo a se stessi, di essere qualcun altro e quindi il vedere come reagiscono gli altri a tale trasformazione.

Nell’età in cui i bambini non hanno ancora acquisito la capacità di rappresentare la realtà attraverso disegni o racconti, l’imitazione simbolica diventa un mezzo importante per farlo, nei modi e nei tempi che più li soddisfano, proprio perché, in fondo, è un gioco e quindi può essere modificato, interrotto, ripreso, come i bambini preferiscono.

E proprio perché è un gioco, aiuta i bambini a distinguere quello che è il mondo reale da quello della fantasia: nel gioco posso essere qualcuno che non sono ma, una volta finito di giocare, tolgo il costume e ritorno me stesso, più arricchito e consapevole ma comunque me stesso. Crescendo, il gioco del travestirsi si trasforma e assume ulteriori significati.

Diventando grandi si sviluppano altre competenze e abilità comunicative, per cui il travestimento non è l’unica possibilità e mezzo per i bambini di raccontarsi agli altri. Rimane il piacere di stare momentaneamente nei panni di qualcun altro, per sperimentare qual è l’effetto che questo provoca in sé stessi e negli altri.

Sempre più i bambini scelgono di travestirsi da personaggi che li incuriosiscono, che popolano le loro fantasie, e che, magari, li impauriscono: travestirsi diventa liberatorio, un modo per comprendere meglio tali personaggi ed esorcizzare le possibili paure che creano in loro. A volte può essere anche un’identità totalmente opposta alla propria, forse quella che si vorrebbe essere. È come se il travestimento diventasse quella parte di noi che non si può mostrare nella quotidianità.

 

Gli adulti cosa possono fare?

Possono osservare i bambini mentre giocano ai travestimenti per leggere l’immagine che i piccoli si sono costruiti di loro e lasciarsi guidare all’interno della loro lettura del mondo.

Possono stimolare questa tipologia di gioco simbolico, predisponendo uno spazio, una cesta, una scatola, un appendiabiti,…nel quale i bambini possano trovare tutto ciò che serve: camicie vecchie, scarpe, coperte, sciarpe, cinture, collane, borsette, cappelli, grembiuli, teli, cravatte, ecc, facendo in modo che i bambini riescano ad utilizzarli da soli e come più gli piace, senza limiti alla fantasia (la camicia potrà diventare una gonna e una borsa colorata un cappello all’ultima moda!