02 March 2026

Come stare accanto alle famiglie, e accompagnare l’infanzia nell’universo digitale

Voci dallo spazio di compresenza adulto-bambino e dalle ludoteche

In un mondo sempre più digitale, il ruolo degli adulti in generale e dei genitori in particolare si fa ancora più delicato e fondamentale, soprattutto nei primi anni di vita dei bambini.

Accompagnare le famiglie nell’esplorazione consapevole degli strumenti tecnologici significa offrire sostegno, informazioni e occasioni di confronto nei momenti di compresenza adulto-bambino, così da promuovere un utilizzo equilibrato e sicuro del digitale.
Ricerche recenti riportano come il 58,1% dei bambini italiani tra gli 11 e i 15 mesi utilizzi pc, tablet o smartphone.

L’uso precoce di dispositivi digitali può contribuire allo sviluppo di abitudini stimolo-risposta che compromettono la capacità di concentrazione e pazienza. Diversi studi, tra cui quelli promossi dall’Istituto Superiore di Sanità e dall’Osservatorio Nazionale sull’Infanzia, sottolineano che l’esposizione precoce e non mediata agli schermi può influire negativamente sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dei più piccoli. Tuttavia, quando la tecnologia viene utilizzata in modo condiviso e guidato dagli adulti dopo i tre anni di vita del bambino, può rappresentare un valido strumento di apprendimento e scoperta, favorendo la curiosità e la partecipazione attiva.

È importante sottolineare che le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano di limitare l’uso degli schermi nei primi anni di vita, suggerendo momenti di qualità e interazione reale come fondamenti per una crescita armoniosa. In questo contesto, la presenza attenta degli adulti si rivela essenziale per trasformare il digitale da possibile fonte di rischio a risorsa educativa (comunque a partire dai tre anni di età).


All’interno di questo contesto si colloca la campagna "Ora che lo so", promossa dal Comune di Bergamo e che trova ampia risonanza nei nostri spazi.
Essa nasce con l’obiettivo di sensibilizzare, informare e accompagnare le famiglie verso un utilizzo consapevole delle tecnologie digitali nei primi anni di vita dei bambini. Rivolta in particolare a genitori, tutori e figure educative, la campagna vuole offrire strumenti pratici per comprendere sia i rischi che le potenzialità legati all’uso di dispositivi come smartphone, tablet e computer in età prescolare.

Attraverso una serie di iniziative – laboratori, incontri informativi, materiale divulgativo, eventi pubblici e attività nelle scuole dell’infanzia – la campagna crea occasioni di confronto e supporto, fornendo spunti concreti sulle buone pratiche e sulle strategie per favorire una relazione positiva con il digitale.
Un’attenzione particolare viene data ai momenti di compresenza adulto-bambino, visti come opportunità per rafforzare il legame affettivo e promuovere comportamenti digitali responsabili.

Alla base si rilevano l’importanza della presenza attiva degli adulti durante l’interazione digitale, la scelta consapevole dei contenuti, la valorizzazione del tempo di qualità e l’invito a privilegiare esperienze reali rispetto a quelle virtuali. Vengono diffuse le evidenze scientifiche aggiornate, in collaborazione con enti e istituzioni specializzate, per orientare scelte educative informate e consapevoli. 





All’interno dei servizi educativi per la fascia 0/3 anni, il ruolo degli educatori risulta centrale nel promuovere un ambiente sicuro, stimolante e accogliente, soprattutto nei momenti di compresenza adulto-bambino In particolare, gli educatori svolgono una funzione di mediazione tra le esigenze dei bambini e le aspettative dei genitori, facilitando il dialogo e la condivisione di buone pratiche. Attraverso l’osservazione attenta e la progettazione di attività mirate, essi favoriscono lo sviluppo di competenze relazionali, cognitive ed emotive, valorizzando le esperienze concrete e reali e sostenendo una relazione equilibrata.

All’interno dello spazio si creano momenti di confronto per creare consapevolezza rispetto all’impatto che il digitale può avere sulla vita e sullo sviluppo dei bambini, trovando strategie per utilizzarlo in modo consapevole. Promuovendo l’interazione e la relazione tra bambini e adulti viene promosso il gioco: i bambini sviluppano competenze ed apprendimenti interagendo con l’ambiente attraverso l’uso dei sensi. Il bambino ha bisogno di vivere esperienze connaturate alla mente infantile: ha bisogno di giocare per trarre informazioni dall’ambiente, di fare esperienze concrete per esercitare la manualità, per mettere alla prova le proprie capacità, per capire le relazioni tra il corpo e gli oggetti che manipola.






Vengono introdotte pratiche di “digital detox” per imparare a staccarsi dai dispositivi. Negli spazi viene chiesto agli accompagnatori adulti di mettere il telefono in un cesto o di tenerlo in borsa e viene proposta la possibilità di replicare tale pratica anche a casa.

Sempre in questa ottica sono state proposte delle serate di incontro e discussione sul tema, partendo dai vissuti delle famiglie che hanno partecipato e ragionando, confrontandosi sulle possibili alternative: quando il bambino piange è possibile calmarlo non dandogli il cellulare?
Se il mio bambino mi vede spesso con il telefono in mano, quale messaggio offro?
Che tipo di stimolo fornisco dando in mano ad un bambino molto piccolo uno smartphone?
E di cosa ha bisogno in questa fase della crescita?


Da ciò sono nate diverse riflessioni che hanno portato alla realizzazione di un laboratorio in cui le famiglie hanno costruito un “kit ristorante” contenente proposte di gioco da portare con sé in quelle situazioni in cui il contesto non era a misura di bambino.  
Tra le possibili strategie per incentivare gli aspetti relazionali ed evitare di perdere il contatto con i picccoli vi sono la sostituzione dei dispositivi con esperienze che favoriscano il gioco e la relazione: per esempio prima del sonno leggere o raccontare una storia, a tavola coinvolgere nella preparazione apparecchiando/sparecchiando; introdurre momenti di gioco condiviso quotidiani, trascorrendo del tempo all’aperto; gratificare i piccoli con una coccola, un momento speciale,  evitando di usare i dispositivi come premio/punizione. 






Se spostiamo lo sguardo al mondo delle ludoteche e di chi quotidianamente le vive molte sono le domande e considerazioni che le famiglie condividono.
Perché frequentare un luogo di compresenza adulto-bambino?
Dov’è il sostegno?
Sono una mamma o un papà che si barcamena in una quotidianità frenetica come meglio riesce.
Sempre di fretta, sempre in sollecitazione.
Non sarebbe un aiuto più concreto lasciare mia figlia o mio figlio in un luogo sicuro, con figure professionali adeguate, mentre magari io vado a fare la spesa?
Forse sì, sarebbe più utile.
Forse… forse se non prendessimo in considerazione il cuore della questione. 
Forse se ci facessimo guidare da altri interrogativi e allora?
Proviamoci insieme, proviamo a farci guidare da altro.
Questo è il meccanismo dei servizi per l’infanzia che prevedono la compresenza adulto-bambino: proviamoci insieme, proviamo a sperimentare altro.
Facciamo dei tentativi, agiamo per prove ed errori, ma celebriamo anche successi e riconosciamo le vittorie.





Dedicare tempo al proprio bambino, frequentare un luogo strutturato ad hoc con la propria figlia, sospendere le sollecitazioni e la fretta di cui parlavamo poco fa. Questo è il cuore dell’offerta di servizi come gli spazi gioco e le Ludoteche.
Offrire supporto a lasciare fuori, a concentrare benessere sull’agito nel qui e ora, cioè: stare insieme.
Non è facile. Proprio per questo sono presenti professionisti che possono mediare, indirizzare, accompagnare. 
Non solo non è facile ritagliarsi un tempo esclusivo, ma nemmeno stare faccia a faccia con i propri figli, a volte. Anche giocare non è nemmeno poi tanto semplice. Per questo la pedagogia e la psicologia stanno sempre più trattando il tema del gioco.  Gioco come connessione tra famiglie. Gioco come buona convivenza tra le persone.  

Ecco che, da queste considerazioni, fiorisce l’autenticità dei nostri servizi e il vero valore del frequentare un luogo che dedica l’organizzazione dello spazio, la scelta degli elementi che lo compongono, le attività che lo abitano alla facilitazione della relazione adulto-bambino.
Forse, dopo queste brevi riflessioni, la spesa più comoda non è più così tanto importante.

 

 

 
 
 
EDUBLOG racconta scelte, esperienze, proposte pedagogiche, dedicate alle famiglie con bambini e bambine da 0 a 11 anni, dei Servizi Educativi del Comune di Bergamo.
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Per semplicità espositiva, in questo articolo si utilizza il termine “bambino” e il suo plurale “bambini” in senso inclusivo, riferendosi indistintamente a bambine e bambini.
Credis Images:
pexels-kseniachernaya-7295873
locandina Campagna OREA CHE LO SO (manifesto)
locandina Campagna ORA CHE LO SO (serata senza smartphone)

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